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100 ml di soluzione contengono: principi attivi: sodio fosfato monobasico monoidrato 16 g sodio fosfato dibasico eptaidrato 6 g Eccipienti con effetti noti: contiene sodio benzoato e metilparaidrossibenzoato. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.
Eccipientisodio benzoato; metilparaidrossibenzoato; acqua depurata.
Indicazioni terapeutiche– Trattamento della stitichezza. – Condizioni cliniche che richiedono uno svuotamento intestinale pre e post– operatorio, in preparazione ad esami radiologici ed indagini endoscopiche dell’ultimo tratto intestinale.
Controindicazioni/Effetti indesiderati• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. • dolore addominale acuto o di origine sconosciuta • nausea o vomito • ostruzione o stenosi intestinale o stenosi anorettale • sub occlusione intestinale • ileo meccanico • ileo paralitico • disturbi intestinali di tipo infiammatorio ed altre condizioni che possono aumentare l’assorbimento del medicinale • perforazione anale • megacolon congenito o acquisito • malattia di Hirschsprung • sanguinamento rettale di origine sconosciuta • crisi emorroidale acuta con dolore e sanguinamento • grave stato di disidratazione • bambini di età inferiore a dodici anni. I fosfati sono controindicati in pazienti con disturbi cardiaci, grave insufficienza renale o in presenza di iperfosfatemia. Non si devono somministrare contemporaneamente altre preparazioni con fosfati di sodio, tra cui soluzioni orali o compresse di fosfati di sodio (vedere paragrafo 4.5).
PosologiaAdulti e adolescenti (12 - 18 anni): 1 flacone da 120 ml.Non utilizzare più di un flacone al giorno. Ogni flacone deve essere utilizzato per una sola somministrazione: eventuale medicinale residuo deve essere eliminato. Modo di somministrazione: La somministrazione può essere praticata a temperatura ambiente. Se preferito tiepido, basta mettere il flacone a contatto con acqua calda (per immersione o sotto il rubinetto). Per un migliore effetto è consigliabile praticare la somministrazione in posizione coricata sul fianco sinistro. Per una maggiore azione pulente, assumere la posizione genupettorale per qualche minuto, subito dopo la somministrazione. Istruzioni per l’uso: 1. Togliere il cappuccio protettivo dalla cannula rettale. 2. Impugnare il flacone e introdurre delicatamente la cannula nel retto in direzione dell’ombelico, quindi spremere il flacone a fondo. E’ previsto che un residuo di soluzione rimanga nel flacone. 3. A somministrazione terminata, estrarre la cannula e gettare il vuoto nella sua stessa scatola 4. Restare coricati fino a urgente bisogno di evacuare, che si manifesta di solito entro 5 minuti. In ogni caso non è necessario trattenere il clistere oltre 10–15 minuti.
ConservazioneSodio Fosfato Sofar non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AvvertenzePopolazione pediatrica: Il flacone da 120 ml non deve essere utilizzato nei bambini di età inferiore a 12 anni. L’abuso di lassativi (uso frequente o prolungato o con dosi eccessive) può causare diarrea persistente con conseguente perdita di acqua, sali minerali (specialmente potassio) e altri fattori nutritivi essenziali. Nei casi più gravi è possibile l’insorgenza di disidratazione o ipopotassiemia la quale può determinare disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente in caso di contemporaneo trattamento con glicosidi cardiaci, diuretici o corticosteroidi. I pazienti devono essere incoraggiati a bere liquidi per aiutare a prevenire la disidratazione, in particolare i pazienti con condizioni che possono predisporre a disidratazione, o quelli che assumono medicinali che possono diminuire la velocità di filtrazione glomerulare, come i diuretici, gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE inibitori), i bloccanti del recettore dell’angiotensina (sartani) o gli anti–infiammatori non steroidei (FANS). Dato che Sodio Fosfato Sofar contiene fosfati di sodio, vi è il rischio di elevati livelli sierici di sodio e fosfato e diminuzione dei livelli di calcio e potassio, e di conseguenza ipernatriemia, iperfosfatemia, ipocalcemia e ipopotassiemia, che si possono verificare con segni clinici come tetania e insufficienza renale. L’abuso di lassativi può causare dipendenza (e, quindi, possibile necessità di aumentare progressivamente il dosaggio), stitichezza cronica e perdita delle normali funzioni intestinali (atonia intestinale). L’uso ripetuto di lassativi può dare origine ad assuefazione o danni di diverso tipo. L’impiego prolungato di un lassativo per il trattamento della stipsi è sconsigliato. Il trattamento farmacologico della stipsi deve essere considerato un adiuvante al trattamento igienico–dietetico (es. incremento di fibre vegetali e di liquidi nell’alimentazione, attività fisica e rieducazione della motilità intestinale). Il trattamento della stitichezza cronica o ricorrente richiede sempre l’intervento del medico per la diagnosi, la prescrizione dei farmaci e la sorveglianza nel corso della terapia. Un’attenta valutazione del medico è indispensabile quando la necessità del lassativo deriva da un improvviso cambiamento delle precedenti abitudini intestinali (frequenza e caratteristiche delle evacuazioni) che duri da più di due settimane o quando l’uso del lassativo non riesce a produrre effetti. E’ opportuno che i soggetti anziani o in non buone condizioni di salute e i pazienti con ipertensione arteriosa non controllata, ascite, malattie cardiache, cambiamenti della mucosa rettale (ulcere, fessure), consultino il medico prima di usare il medicinale. I pazienti devono essere avvertiti di interrompere la somministrazione, se si incontra resistenza, dato che la somministrazione forzata del clistere può provocare lesioni. Negli episodi di stitichezza, si consiglia innanzitutto di correggere le abitudini alimentari integrando la dieta quotidiana con un adeguato apporto di fibre ed acqua. Quando si utilizzano lassativi è opportuno bere al giorno almeno 6–8 bicchieri di acqua, o di altri liquidi, in modo da favorire l’ammorbidimento delle feci.
InterazioniL’assorbimento sistemico del sodio fosfato soluzione rettale è limitato, tuttavia in alcune condizioni può risultare aumentato e predisporre a possibili interazioni con altri farmaci. L’assunzione contemporanea di farmaci che possono avere effetti sull’equilibrio elettrolitico (come diuretici, cortisonici, calcio–antagonisti, litio) può facilitare l’insorgenza di iperfosfatemia, ipercalcemia e ipernatriemia. I pazienti che assumono farmaci in grado di prolungare l’intervallo QT possono essere più a rischio di sviluppare questa reazione avversa se trattati concomitantemente con sodio fosfato. Dato che l’ipernatriemia è associata a bassi livelli di litio, l’uso concomitante di Sodio Fosfato Sofar e litio può causare una riduzione dei livelli sierici di litio, con una diminuzione dell’efficacia. L’utilizzo concomitante di supplementi di calcio o antiacidi contenenti calcio può aumentare il rischio di calcificazione ectopica. Non si devono somministrare contemporaneamente altre preparazioni con fosfati di sodio, tra cui soluzioni orali o compresse di fosfati di sodio (vedere paragrafo 4.3).
Effetti indesideratiDi seguito sono riportati gli effetti indesiderati di sodio fosfato organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità (ad esempio orticaria) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Vescicole, prurito, bruciore Patologie gastrointestinali Dolori crampiformi isolati o coliche addominali e diarrea, con perdita di liquidi ed elettroliti, più frequenti nei casi di stitichezza grave, nonché irritazione a livello rettale. Nausea, vomito. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperfosfatemia, ipopotassiemia, ipernatriemia, ipocalcemia e calcificazione dei tessuti possono raramente verificarsi. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.
SovradosaggioL’effetto più frequentemente osservato in seguito ad ingestione o somministrazione rettale è irritazione gastrointestinale (dolori addominali, nausea, vomito, diarrea). Alla diarrea persistente ne consegue perdita di acqua, sali minerali (specialmente potassio) e altri fattori nutritivi essenziali. Le perdite di liquidi ed elettroliti devono essere rimpiazzate. Gli squilibri elettrolitici sono caratterizzati dai seguenti sintomi: sete, vomito indebolimento, edema, dolori alle ossa (osteomalacia) e ipoalbuminemia. Nei casi più gravi è possibile l’insorgenza di disidratazione o ipopotassemia la quale può determinare disfunzioni cardiache o neuromuscolari, specialmente in caso di contemporaneo trattamento con glicosidi cardiaci, diuretici o corticosteroidi. Le perdite di liquidi ed elettroliti devono essere rimpiazzate. Generalmente sono sufficienti provvedimenti conservativi; si devono somministrare molti liquidi, soprattutto succhi di frutta. Vedere inoltre quanto riportato nel paragrafo 4.4 circa l’abuso di lassativi. Se una quantità significativa di fosfato viene assorbita può verificarsi iperfosfatemia, ipocalcemia, e ipomagnesemia. Alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico sono state osservate in seguito ad esposizione orale, rettale e per via endovenosa. L’iperfosfatemia grave e l’ipocalcemia possono provocare tetania, convulsioni, bradicardia, prolungamento dell’intervallo QT, aritmia, coma ed arresto cardiaco. Possono verificarsi inoltre disidratazione grave, ipernatriemia, ipotensione, acidosi metabolica e tachicardia. Gli anziani, i bambini ed i pazienti con insufficienza renale sono a maggior rischio di effetti tossici.
Gravidanza e allattamentoNon sono stati effettuati studi adeguati e ben controllati sull’uso del medicinale in gravidanza o nell’allattamento. Anche se non ci sono evidenti controindicazioni dell’uso del medicinale in gravidanza e durante l’allattamento, si raccomanda di assumere il medicinale solo in caso di necessità e sotto controllo medico.
SOFARCLEAN Dispositivo medico CE. Soluzione fisiologica sterile pressurizzata. Utile per detergere, irrigare, idratare:
• Ferite acute e croniche.
• Superfici cutanee integre o lese.
• Cavità e mucose di ogni parte del corpo.
Sofarclean può essere anche usato come un valido coadiuvante nello sbrigliamento del tessuto necrotico delle ferite crostose.
Modalità d'utilizzo
• SOFARCLEAN con ugello blu, a getto forte, è raccomandato nella pulizia sistematica delle ferite acute e croniche, prima di applicare la medicazione. Un’accurata pulizia, mediante irrigazione con SOFARCLEAN, permette una appropriata medicazione delle lesioni, senza dover ricorrere a disinfettanti.
• SOFARCLEAN con ugello bianco, a getto vaporizzato, è invece adatto per idratare, irrigare o detergere in modo blando: narici, gola, bocca, orecchio, aree ano genitali, ferite lievi e superficiali, lesioni dermatologiche di varia eziologia.
Prima di applicare il getto vaporizzato, si raccomanda, ogni volta, di erogare altrove un po’ di soluzione, al fine di pulire l’ugello.
Componenti
Soluzione sterile allo 0,9% di sodio cloruro.
Formato
Bomboletta da 150 ml.
Cod. 7034
Principi attivi
SOFARGEN 1% crema contiene 1 g di Sulfadiazina argentica micronizzata. Eccipienti con effetti noti: alcol stearilico, propilenglicole, metil p–ossibenzoato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Eccipienti
Alcool stearilico; isopropile miristato; propilenglicole; polietilenglicolmonostearato; poliossietilensorbitanmonolaurato; metil–p–ossibenzoato; acqua distillata.
Indicazioni terapeutiche
Profilassi e trattamento antibatterico locale delle infezioni in caso di ustioni di II e III grado; trattamento antibatterico locale di ulcere varicose e piaghe da decubito infette ed in genere di affezioni dermatologiche infette o suscettibili di superinfezioni.
Controindicazioni/Effetti indesiderati
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Poiché i sulfamidici possono aumentare il rischio di ittero neonatale, Sofargen non deve essere impiegato nelle donne al termine della gravidanza, nei prematuri e nei neonati nei primi mesi di vita.
Posologia
Nelle ustioni Sofargen va applicato il più precocemente possibile. Dopo una rapida detersione delle parti lese, stendere subito sulle superfici ustionate uno strato uniforme di crema di 2 o 3 mm di spessore. La crema può essere applicata sia direttamente sulle lesioni, eventualmente con l’aiuto di un guanto sterile, sia previamente stesa su una garza sterile. L’applicazione di Sofargen deve continuare senza interruzione, una o due volte al giorno, finché sussistano possibilità d’infezione e fino alla completa cicatrizzazione, sia nelle riparazioni spontanee, sia in quelle chirurgiche. Ad ogni rinnovo della medicazione detergere accuratamente le ferite con acqua o con soluzione fisiologica mediante docciature o spugnature. Avere cura di riapplicare tempestivamente la crema sulle superfici da cui sia stata inavvertitamente rimossa. Negli altri casi, ulcere varicose, piaghe da decubito, ferite e affezioni dermatologiche suscettibili di infezione, detergere ove necessario la parte lesa ed applicare uno strato di crema di 2–3 mm di spessore, seguendo lo stesso criterio descritto per il trattamento delle ustioni. La lesione deve essere mantenuta sempre completamente coperta dal medicamento. Qualora occorresse una medicazione tipo gambaletto, svolgere porzioni di 20–30 cm di una benda di adeguata lunghezza, stendervi uno strato abbondante di crema, riavvolgere la parte impregnata, svolgerne altri 20–30 cm e ripetere l’operazione fino a che l’intera lunghezza della benda sia stata completamente impregnata, quindi praticare il bendaggio richiesto.
Conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 30° C. Il prodotto deve essere utilizzato entro 6 mesi dalla prima apertura del contenitore.
Avvertenze
Sofargen deve essere applicato con cautela in presenza di insufficienza epatica o renale. L’uso di Sofargen può essere rischioso in soggetti che presentano manifesto deficit di glucosio–6–fosfato deidrogenasi, poiché possono verificarsi fenomeni emolitici. L’uso prolungato del prodotto può dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione. In tale evenienza occorre interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. Altrettanto dicasi in caso di superinfezione da microrganismi resistenti. Nel trattamento di ustioni di un’estesa parte del corpo le concentrazioni sieriche di sulfamidico possono raggiungere nell’adulto quelle terapeutiche. Pertanto in questi pazienti sarebbe opportuno controllare tali livelli sierici, la funzionalità renale, la presenza di eventuali cristalli di sulfamidici nelle urine e la funzionalità epatica, interrompendo la terapia nel caso in cui la funzionalità epatica e/o renale fossero compromesse. Inoltre, visto che il glicole propilenico, presente come eccipiente nella composizione, può determinare iperosmolalità quando il prodotto viene applicato su vaste aree ustionate, deve essere periodicamente controllata l’osmolalità sierica e, se necessario, il trattamento deve essere interrotto.
Interazioni
Enzimi proteolitici locali, applicati contemporaneamente a Sofargen, possono essere inattivati dalla presenza di ioni argento.
Effetti indesiderati
Sono stati segnalati alcuni casi di leucopenia transitoria (0,4%), rari disturbi locali (dolore e bruciore) e rare reazioni locali di natura allergica (0,3%). Non si possono escludere gli effetti indesiderati classici dei sulfamidici somministrati per via sistemica, in caso di trattamento di estese parti del corpo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.
Sovradosaggio
Non evidenziati in letteratura eventuali sintomi da sovradosaggio.
Gravidanza e allattamento
Non esistendo esaurienti dati sperimentali sugli eventuali effetti del farmaco sul feto, il Sofargen non dovrebbe essere impiegato durante la gravidanza e nell’allattamento a meno che, a giudizio del medico, il suo impiego sia indispensabile ed essenziale per la gestante (vedere 4.3).
Principi attivi
SOFARGEN 1% crema contiene 1 g di Sulfadiazina argentica micronizzata. Eccipienti con effetti noti: alcol stearilico, propilenglicole, metil p–ossibenzoato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Eccipienti
Alcool stearilico; isopropile miristato; propilenglicole; polietilenglicolmonostearato; poliossietilensorbitanmonolaurato; metil–p–ossibenzoato; acqua distillata.
Indicazioni terapeutiche
Profilassi e trattamento antibatterico locale delle infezioni in caso di ustioni di II e III grado; trattamento antibatterico locale di ulcere varicose e piaghe da decubito infette ed in genere di affezioni dermatologiche infette o suscettibili di superinfezioni.
Controindicazioni/Effetti indesiderati
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Poiché i sulfamidici possono aumentare il rischio di ittero neonatale, Sofargen non deve essere impiegato nelle donne al termine della gravidanza, nei prematuri e nei neonati nei primi mesi di vita.
Posologia
Nelle ustioni Sofargen va applicato il più precocemente possibile. Dopo una rapida detersione delle parti lese, stendere subito sulle superfici ustionate uno strato uniforme di crema di 2 o 3 mm di spessore. La crema può essere applicata sia direttamente sulle lesioni, eventualmente con l’aiuto di un guanto sterile, sia previamente stesa su una garza sterile. L’applicazione di Sofargen deve continuare senza interruzione, una o due volte al giorno, finché sussistano possibilità d’infezione e fino alla completa cicatrizzazione, sia nelle riparazioni spontanee, sia in quelle chirurgiche. Ad ogni rinnovo della medicazione detergere accuratamente le ferite con acqua o con soluzione fisiologica mediante docciature o spugnature. Avere cura di riapplicare tempestivamente la crema sulle superfici da cui sia stata inavvertitamente rimossa. Negli altri casi, ulcere varicose, piaghe da decubito, ferite e affezioni dermatologiche suscettibili di infezione, detergere ove necessario la parte lesa ed applicare uno strato di crema di 2–3 mm di spessore, seguendo lo stesso criterio descritto per il trattamento delle ustioni. La lesione deve essere mantenuta sempre completamente coperta dal medicamento. Qualora occorresse una medicazione tipo gambaletto, svolgere porzioni di 20–30 cm di una benda di adeguata lunghezza, stendervi uno strato abbondante di crema, riavvolgere la parte impregnata, svolgerne altri 20–30 cm e ripetere l’operazione fino a che l’intera lunghezza della benda sia stata completamente impregnata, quindi praticare il bendaggio richiesto.
Conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 30° C. Il prodotto deve essere utilizzato entro 6 mesi dalla prima apertura del contenitore.
Avvertenze
Sofargen deve essere applicato con cautela in presenza di insufficienza epatica o renale. L’uso di Sofargen può essere rischioso in soggetti che presentano manifesto deficit di glucosio–6–fosfato deidrogenasi, poiché possono verificarsi fenomeni emolitici. L’uso prolungato del prodotto può dar luogo a fenomeni di sensibilizzazione. In tale evenienza occorre interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. Altrettanto dicasi in caso di superinfezione da microrganismi resistenti. Nel trattamento di ustioni di un’estesa parte del corpo le concentrazioni sieriche di sulfamidico possono raggiungere nell’adulto quelle terapeutiche. Pertanto in questi pazienti sarebbe opportuno controllare tali livelli sierici, la funzionalità renale, la presenza di eventuali cristalli di sulfamidici nelle urine e la funzionalità epatica, interrompendo la terapia nel caso in cui la funzionalità epatica e/o renale fossero compromesse. Inoltre, visto che il glicole propilenico, presente come eccipiente nella composizione, può determinare iperosmolalità quando il prodotto viene applicato su vaste aree ustionate, deve essere periodicamente controllata l’osmolalità sierica e, se necessario, il trattamento deve essere interrotto.
Interazioni
Enzimi proteolitici locali, applicati contemporaneamente a Sofargen, possono essere inattivati dalla presenza di ioni argento.
Effetti indesiderati
Sono stati segnalati alcuni casi di leucopenia transitoria (0,4%), rari disturbi locali (dolore e bruciore) e rare reazioni locali di natura allergica (0,3%). Non si possono escludere gli effetti indesiderati classici dei sulfamidici somministrati per via sistemica, in caso di trattamento di estese parti del corpo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.
Sovradosaggio
Non evidenziati in letteratura eventuali sintomi da sovradosaggio.
Gravidanza e allattamento
Non esistendo esaurienti dati sperimentali sugli eventuali effetti del farmaco sul feto, il Sofargen non dovrebbe essere impiegato durante la gravidanza e nell’allattamento a meno che, a giudizio del medico, il suo impiego sia indispensabile ed essenziale per la gestante (vedere 4.3).
Sofargen Spray
Dispositivo medico.
Medicazione in polvere spray per uso topico, per il trattamento locale di lesioni cutaneedi piccole dimensioni quali: abrasioni, escoriazioni, tagli, ferite superficiali edaffezioni dermatologiche in genere.
Contiene caolino leggero e argento sulfadiazina. La particolare formulazione permette dicontrollare gli essudati creando un ambiente che facilita il processo naturale diguarigione e fornisce una effettiva barriera alla penetrazione microbica. Il prodottorimane agevolmente “in situ” e non è influenzato dallo stiramento deibordi della ferita. Può essere facilmente rimosso pulendo la lesione con soluzionefisiologica.
Modalità d'utilizzo
Agitare energicamente la bomboletta per qualche secondo prima dell’uso. Dopo unaopportuna detersione della lesione, assicurarsi di dirigere l’ugellodell’erogatore in direzione della lesione stessa da trattare, mantenendo inposizione verticale la bomboletta ad una distanza di circa 10 cm dalla superficie datrattare. Applicare quindi uno strato uniforme di sulla lesione, premendo il tastoerogatore per pochi istanti. L’applicazione deve continuare senza interruzione unao due volte al giorno sino a completa guarigione. Ad ogni rinnovo dell’applicazionedetergere accuratamente la lesione con acqua o soluzione fisiologica. La polverecontenuta in tenderà a rimanere adesa alla ferita (per la presenza di essudato) oalla cute macerata, mentre sulla cute sana e asciutta circostante tenderà arimuoversi spontaneamente. Dove opportuno o necessario, coprire la lesione con un cerottoo un bendaggio a seconda della sua dimensione.
Avvertenze
I pazienti con ipersensibilità individuale accertata verso i componenti non devonousare il prodotto.
Si consiglia di non usare il prodotto per più di 4 settimane. Consultare il medicoin caso di guarigione incompleta o nel caso insorgessero sintomi indesiderati.
Proteggere il viso quando si spruzza nella parte superiore del corpo.
Evitare di inalare la polvere nebulizzata. In caso di ingestione o inalazione accidentalidella polvere consultare il medico.
La polvere erogata esposta alla luce può tendere a divenire di colore bruno, acausa dello ione argento presente nella formulazione. Tuttavia questo fenomeno noncompromette la sua efficacia e sicurezza.
Non applicare il prodotto insieme a disinfettanti liquidi o solidi. Rimettere il tappoalla bomboletta dopo ogni applicazione.
Nelle donne in stato di gravidanza e nella prima infanzia, usare il prodotto previoconsiglio del medico.
Va impiegato per il trattamento solo di piccole lesioni.
Tenere lontano dalla portata e dalla vista dei bambini.
Si possono verificare eventualmente sensazioni transitorie di bruciore o irritazione,tuttavia senza conseguenze e rare reazioni locali di natura allergica. Qualorainsorgessero effetti indesiderati consultate il medico o il farmacista.
Conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 40°C.
Non utilizzare il prodotto oltre la data di scadenza indicata sulla confezione. Tale datasi riferisce al prodotto in confezionamento integro correttamente conservato. Contenitoresotto pressione e infiammabile: non forare o in alcun modo manomettere la bomboletta,anche a prodotto esaurito. Il prodotto contiene propellente infiammabile sotto pressione:non utilizzare in vicinanza di fiamme libere o fonti di calore. Non conservare alla lucesolare diretta. L’esposizione a temperature superiori a 50°C può causarelo scoppio del contenitore. Dopo l’uso smaltire la bomboletta secondo le normevigenti. Non contiene gas propellenti dannosi per l’ozono.
Componenti
Caolino leggero 9,8 g; sulfadiazina argentica micronizzata 0,1 g; calcio gluconatomonoidrato 0,1 g; butano come propellente 70,0 g.
Formato
Bomboletta da 125 ml pressurizzata contenente 10 g di polvere spray.
Cod. 10007056
DENTIFRICIO GEL
RINFRESCANTE
Utile per garantire la salute di denti e gengive aiutando a prevenire la formazione della placca, garantendo ogni giorno un alito fresco e profumato.
Disponibile anche nel formato ricarica tau-kit 2x20 ml.
Formato
Tubetto da 75 ml.
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KIT
Kit da viaggio contenente 1 dentifricio Gel Rinfrescante da 20 ml e uno spazzolino con setole dure.
Formato
Confezione da 2 pezzi.
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Disponibile nelle versioni detole morbide, dure e medie.
Tau Marin Kit Viaggio Spazzolino Setole Medie + Dentifricio Rinfrescante
Tau Marin Kit Viaggio Spazzolino Setole Medie + Dentifricio Rinfrescante
TAU-KIT
SPAZZOLINO MEDIO
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Astuccio con tubetto da 20 ml e spazzolino con manico componibile.
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ANTITARTARO
GENGIVE NORMALI
Spazzolino con setole dure, nato per rispondere a una precisa esigenza: quella di pulirein profondità il cavo orale e gli interstizi dentali dal tartaro.Un’efficace azione antiplacca per proteggere lo smalto e la brillantezza dei denti,anche nei punti più nascosti.
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Setole arrotondate in Tynex ad elasticità e altezza differenziata: il materialeperfetto per evitare traumi a denti e gengive, liberando il cavo orale dai batteri egarantendo un’ottima resistenza nel tempo. Una combinazione perfetta di setolerigide, per rimuovere efficacemente la placca, e basse semirigide, per massaggiaredelicatamente le gengive.
Manico ergonomico: studiato nella forma e nella lunghezza per una giusta impugnatura.
Formato
Confezione da 1 pezzo.
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ANTITARTARO
GENGIVE SENSIBILI
Spazzolino con setole medie nato per rispondere a una precisa esigenza: quella di pulirein profondità il cavo orale e gli interstizi dentali dal tartaro.Un’efficace azione antiplacca per proteggere lo smalto e la brillantezza dei denti,anche nei punti più nascosti.
Testina ellittica scalare, inclinata di 15°: Studiata per garantire una maggiorepulizia anche nei punti più difficili da raggiungere.
Setole arrotondate in Tynex ad elasticità e altezza differenziata: il materialeperfetto per evitare traumi a denti e gengive, liberando il cavo orale dai batteri egarantendo un’ottima resistenza nel tempo. Una combinazione perfetta di setolerigide, per rimuovere efficacemente la placca, e basse semirigide, per massaggiaredelicatamente le gengive.
Manico ergonomico: studiato nella forma e nella lunghezza per una giusta impugnatura.
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Confezione da 1 pezzo.
Tau-Marin Spazzolino
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efficace anche se usato per solo un minuto,grazie a una maggiore superficie pulente ealla disposizione anatomica delle setole.Efficente anche se usato in senso orizzontale,grazie alla forma e alla grandezza dellatestina ellissoidale e alle setole morbideche si modellano sui denti e gengive.Ammortizza ogni tipo di pressione rendendolaomogenea ed efficace grazie all'angolazioneconvessa del manico di 10°.
Tau Marin Spazzolino Professional 27 Con Antibatterico Setole Molto Morbide
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- speciale tecnologia a base di ioni d’argento
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made in Italy
100% prodotto e realizzato in Italia con i migliori materiali
Tau-Marin Professional SPAZZOLINO 27, MORBIDO, MEDIO E DURO
Caratteristiche:
- Testina Corta: a struttura scalare di 15 gradi per raggiungere facilmente anche imolari. Testina inclinata che arriva piú facilmente nei punti piúnascosti;
- Setole in Tynex: a punta arrotondata in ciuffi densi e ravvicinati per un'azionepulente piú concentrata;
- Elasticità Differenziata: setole blu rigide per massaggiare le gengive e verdisemirigide per rimuovere la placca e stimolare i tessuti gengivali;
- Manico anatomico: studiato nella forma e nella lunghezza per una correttaimpugnatura;
- Copritestina: per proteggere le setole quando non si utilizza lo spazzolino.
Modalitá d'uso:
per una corretta igiene orale lo spazzolino va utilizzato dopo ogni pasto, dall'altoversoil basso e viceversa per almeno 2 minuti. Le setole normalmente mantengonoun'elasticità accettabile per circa 2 mesi, oltre i quali si consiglia lasostituzione dello spazzolino.
Tau Marin Spazzolino Professional 27 Setole Medie Con Antibatterico
Tau Marin Spazzolino Professional 27 Setole Medie Con Antibatterico
Tau Marin Spazzolino Professional 27
Setole Medie con Antibatterico
- protezione antibatterica ,speciale tecnologia a base di ioni d’argento
- manico diritto per una corretta impugnatura
- testina corta 27 millimetri, pulizia completa durante lo spazzolamento
- setole di due durezze , una rimuove la placca l’altra massaggia le gengive
- inclinazione scalare ,per raggiungere anche i punti più nascosti
- setole arrotondate in Tynex ,niente traumi, antibatteriche e durano più a lungo
made in Italy
100% prodotto e realizzato in Italia con i migliori materiali
Tau Marin Spazzolino Professional 27 Setole Medie Edizione Limitata By Alessandro Enriquez
€4,90
Prezzo unitario perTau Marin Spazzolino Professional 27 Setole Medie Edizione Limitata By Alessandro Enriquez
€4,90
Prezzo unitario perTau-Marin Spazzolino Professional 27
Limited edition by Alessandro Enriquez.
l riconoscibile manico dritto ed i suoi nuovi profili antiscivolo prendono colore, così come le iconiche setole inclinate che si caricano di vivacità ed allegria.
La perfetta inclinazione delle setole si unisce all’energia di cinque meravigliosi colori: rosa, viola, giallo, arancione e azzurro.
Formato
1 spazzolino.
Tau-Marin Professional SPAZZOLINO 27, MORBIDO, MEDIO E DURO
Caratteristiche:
- Testina Corta: a struttura scalare di 15 gradi per raggiungere facilmente anche imolari. Testina inclinata che arriva piú facilmente nei punti piúnascosti;
- Setole in Tynex: a punta arrotondata in ciuffi densi e ravvicinati per un'azionepulente piú concentrata;
- Elasticità Differenziata: setole blu rigide per massaggiare le gengive e verdisemirigide per rimuovere la placca e stimolare i tessuti gengivali;
- Manico anatomico: studiato nella forma e nella lunghezza per una correttaimpugnatura;
- Copritestina: per proteggere le setole quando non si utilizza lo spazzolino.
Modalitá d'uso:
per una corretta igiene orale lo spazzolino va utilizzato dopo ogni pasto, dall'altoversoil basso e viceversa per almeno 2 minuti. Le setole normalmente mantengonoun'elasticità accettabile per circa 2 mesi, oltre i quali si consiglia lasostituzione dello spazzolino.