Ginocchio sbucciato medicato con garza sterile, protetto tra le mani

Ferite in estate: come medicarle correttamente

Scritto da: Dott.ssa Roberta
Indice

    Da giugno ad agosto tra attività all'aperto e abiti più leggeri la pelle si trova più scoperta e a rischio ferite. Gambe, braccia, spalle, caviglie e piedi restano esposti per settimane, mentre le attività si spostano fuori casa, mare, scogli, sentieri, bicicletta, giardino, sport, barbecue. Il risultato è prevedibile: tagli, abrasioni, scottature e piccole ustioni diventano molto più frequenti, e con loro la necessità di sapere come si medica davvero una ferita.

    Molte lesioni inoltre che si complicano perché la pelle lesa incontra sabbia, acqua di mare, cloro, sudore e caldo: condizioni che rallentano la riparazione e favoriscono le infezioni.

    Perché in estate ci si ferisce di più

    Non è solo questione di quantità di tempo trascorso fuori. Contano tre fattori che si sommano.

    La superficie esposta. Con pantaloncini, canotte, costume e sandali la barriera di protezione più banale semplicemente non c'è. Una caduta in bicicletta d'inverno lascia un livido sotto i jeans; la stessa caduta in luglio produce un'abrasione ampia sulla coscia e sul ginocchio. Le infradito, in particolare, lasciano il piede scoperto proprio dove è più facile urtare, inciampare o essere tagliati da un vetro sulla spiaggia.

    Il tipo di attività. Trekking, arrampicata sugli scogli, sport di squadra all'aperto, lavori in giardino e cucina all'aperto sono attività estive per definizione, e tutte comportano superfici ruvide, spigoli, attrezzi, piante e fonti di calore.

    L'ambiente in cui la ferita guarisce. Una lesione che rimane umida per il sudore, entra in contatto con acqua non sterile e viene continuamente sfregata da una cinghia dello zaino o dal bordo di un sandalo ha molte più probabilità di infettarsi rispetto alla stessa lesione a novembre.

    Le lesioni più comuni della stagione

    • Tagli da scogli, conchiglie e vetri: spesso su piedi e mani, tipicamente contaminati da sabbia e acqua di mare.
    • Abrasioni da caduta: asfalto, sterrato, campo da gioco: superficiali ma estese, con detriti nel fondo.
    • Ustioni: dal barbecue, dalla piastra, da liquidi bollenti, ma anche eritemi solari intensi con formazione di bolle.
    • Punture di insetto grattate: la lesione iniziale è minima, grattandola la trasforma in una porta d'ingresso per i batteri.
    • Vesciche e sfregamenti: scarpe da trekking, sandali nuovi, ore di cammino.
    • Contusioni ed ematomi: urti e cadute senza escoriazione della pelle.

    Come si medica una ferita: la sequenza corretta

    Prima si deterge, poi si disinfetta, solo alla fine si medica.

    Detersione. Sciacquare la lesione con acqua corrente o soluzione fisiologica, con abbondanza e per qualche minuto, serve a rimuovere sabbia, terra e residui. Un disinfettante versato sopra un fondo sporco lavora male: la meccanica del lavaggio conta più del prodotto. Se restano detriti visibili e non superficiali, la rimozione va lasciata a un professionista.

    Disinfezione. Solo su pelle pulita e su tutta l'area, bordi compresi. Le formulazioni più usate in farmacia sono a base di clorexidina, benzalconio cloruro (è il caso del Citrosil disinfettante) o iodopovidone. L'alcol puro sulle ferite aperte è da evitare: brucia molto e danneggia i tessuti che devono riparare.

    Medicazione e copertura. Una ferita coperta e mantenuta in ambiente moderatamente umido tende a riparare in modo più ordinato rispetto a una lasciata a crosta secca all'aria. Le garze non aderenti e le medicazioni pronte servono esattamente a questo, e vanno cambiate quando si sporcano o si bagnano.

    Controllo nei giorni successivi. Rossore che si allarga, gonfiore crescente, calore, dolore che aumenta invece di diminuire, secrezione: sono i segnali che la situazione va rivalutata da un medico.

    Il mercurocromo si usa ancora?

    È una delle richieste più frequenti al banco di una farmacia, ed è utile chiarirla. Il rosso a cui quasi tutti pensano è il mercurocromo ( merbromina al 2% ), non più commercializzato in Italia per il contenuto di mercurio. Il prodotto colorato che si trova oggi in farmacia è in genere l'eosina in soluzione acquosa al 2% (chiamato comunemente Neomercurocromo), che ha un'azione antisettica e asciugante ed è tradizionalmente usata su lesioni superficiali e umide. Va detto però che colora la pelle e maschera l'aspetto della lesione: proprio per questo, quando serve poter osservare l'evoluzione di una ferita, un disinfettante incolore è la scelta più pratica.

    Sofargen a cosa serve: la sulfadiazina argentica

    Sofargen è un medicinale a base di sulfadiazina argentica micronizzata all'1%, un antibatterico ad azione locale. Il foglio illustrativo lo indica per la profilassi e il trattamento antibatterico locale delle infezioni nelle ustioni di secondo e terzo grado, e per il trattamento locale di ulcere, piaghe e in generale di lesioni cutanee infette o a rischio di sovrainfezione. È classificato come medicinale SOP, cioè acquistabile senza ricetta ma non in libera vendita: il consiglio del farmacista fa parte del percorso.

    Nella pratica estiva questo lo colloca in una fascia precisa: non è il prodotto del graffio banale, ma quello delle lesioni più profonde, estese o già infette, la pomata per ferite infette che si cerca quando la medicazione semplice non è più sufficiente. La crema si applica in strato uniforme di 2-3 mm, direttamente sulla lesione o su una garza sterile, una o due volte al giorno, detergendo la parte a ogni cambio di medicazione.

    Sofargen crema o Sofargen spray?

    La differenza è pratica più che sostanziale. La crema si presta alle superfici che vanno coperte con garza e alle lesioni su cui serve uno strato consistente. Il Sofargen spray in polvere è più maneggevole sulle zone difficili da raggiungere o dolenti al contatto, dove appoggiare le dita o una garza risulta fastidioso. Nell'uso estivo lo spray è spesso preferito per pieghe, caviglie e aree irregolari.

    Come tutti i sulfamidici, la sulfadiazina argentica non va usata in caso di allergia nota a questa classe di farmaci, e il suo impiego in gravidanza e allattamento va valutato dal medico.

    Sofargen | Crema Sulfadiazina Argentica 1% | 30g

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    Connettivina Plus, Trofodermin e ictammolo: come orientarsi

    Connettivina Plus crema associa acido ialuronico e clorexidina: l'acido ialuronico agisce sull'ambiente in cui i tessuti si riparano, la clorexidina sulla componente antisettica. È una scelta frequente su abrasioni, piccole ustioni e lesioni superficiali pulite. Esistono anche le Connettivina Plus garze, comode quando la lesione va coperta e non si vuole che la medicazione aderisca al fondo, situazione tipica delle sbucciature ampie da caduta.

    Trofodermin spray contiene clostebol acetato e neomicina solfato ed è indicato per abrasioni, erosioni, ustioni, ferite infette e ritardi di cicatrizzazione. Anche qui si tratta di un medicinale SOP, con due avvertenze da conoscere: l'uso prolungato e su superfici estese è sconsigliato per il rischio legato all'assorbimento della neomicina, e il clostebol può determinare positività ai controlli antidoping. Chi pratica sport a livello agonistico, proprio la categoria che d'estate si procura più abrasioni, deve parlarne con il medico sportivo prima di usarlo.

    L'ictammolo unguento, la classica pomata all'ittiolo, appartiene a un'altra logica ancora: è tradizionalmente impiegato sulle raccolte superficiali circoscritte, come foruncoli e piccoli ascessi cutanei, non sulle ferite aperte. In estate ricompare spesso dopo punture infette o follicoliti da sudore.

    Per le contusioni senza rottura della pelle il capitolo è diverso: si lavora sul livido, non sulla ferita. La Lasonil pomata per ematomi è tra i prodotti più richiesti dopo urti e cadute, insieme al ghiaccio nelle prime ore.

    Orientamento rapido tra i prodotti

    • Sofargen crema (sulfadiazina argentica 1%): ustioni, lesioni profonde o infette, medicazioni da coprire con garza.
    • Sofargen spray polvere: stesse indicazioni, su zone dolenti al contatto o difficili da raggiungere.
    • Connettivina Plus crema e garze (acido ialuronico + clorexidina): abrasioni e lesioni superficiali pulite; le garze per le sbucciature estese.
    • Trofodermin spray (clostebol + neomicina): abrasioni, ferite infette, ritardi di riparazione; attenzione ai controlli antidoping.
    • Citrosil disinfettante (benzalconio cloruro): disinfezione della cute e delle piccole ferite dopo la detersione.
    • Ictammolo unguento (ittiolo): foruncoli e raccolte superficiali, non ferite aperte.

    Prima di usare un medicinale è sempre necessario leggere il foglio illustrativo e, in caso di dubbio, chiedere al farmacista o al medico.

    Connettivina Plus Crema 25g

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    Ferite e sole: la regola più trascurata

    È il punto che rende diverse le ferite estive da tutte le altre. Una cicatrice giovane esposta alla luce solare tende a iperpigmentarsi, e il risultato, una macchia più scura che resta visibile per mesi, è in gran parte evitabile. Nelle settimane successive alla riparazione la zona andrebbe tenuta coperta da un indumento o protetta con una protezione solare molto alta, applicata con la stessa costanza che si userebbe sul viso.

    Vale anche la regola più prosaica: con una ferita aperta, il bagno in mare o in piscina è meglio rimandarlo. L'acqua non è sterile, la medicazione si stacca e la sabbia entra dove non dovrebbe.

    Quando serve il medico o il pronto soccorso

    L'automedicazione ha confini precisi. È necessario rivolgersi a un medico quando la ferita è profonda, ha bordi che non si accostano o continua a sanguinare dopo dieci minuti di compressione; quando è stata provocata da un oggetto sporco o arrugginito, da un morso di animale o da un vetro di cui non si è certi di aver rimosso ogni frammento; quando interessa il viso, le mani, le articolazioni o un'area estesa.

    Lo stesso vale per le ustioni con bolle, quelle che superano il palmo della mano come estensione e quelle che coinvolgono viso, mani, piedi o genitali. Febbre, striature rosse che si allontanano dalla lesione, dolore in aumento e secrezione maleodorante richiedono una valutazione senza attendere. Va infine ricordato che di fronte a ferite contaminate il medico verifica sempre lo stato della copertura antitetanica.

    Il minimo indispensabile da portare con sé

    Un piccolo kit da medicazione occupa pochissimo spazio in borsa o nello zaino e cambia radicalmente la gestione dell'imprevisto: soluzione fisiologica in flaconcini monodose, un disinfettante, garze sterili non aderenti, cerotti di misure diverse, un cerotto in rotolo, pinzette e una crema per la medicazione. Chi affronta escursioni o giornate lunghe fuori casa può aggiungere un prodotto per le vesciche e una protezione solare alta anche per le zone già lesionate.

    Domande frequenti sulle ferite estive

    Sofargen è un medicinale a base di sulfadiazina argentica, un antibatterico ad azione locale. Il foglio illustrativo lo indica per la profilassi e il trattamento antibatterico locale delle infezioni nelle ustioni e per il trattamento di lesioni cutanee infette o a rischio di sovrainfezione. È un medicinale SOP, acquistabile senza ricetta ma con il consiglio del farmacista.

    Il principio attivo è lo stesso. La crema si presta alle lesioni da coprire con garza e a chi ha bisogno di uno strato consistente di prodotto; lo spray in polvere è più pratico sulle zone dolenti al contatto o difficili da raggiungere, come pieghe e caviglie.

    Il mercurocromo non è più commercializzato in Italia. Il prodotto rosso disponibile oggi è in genere l'eosina in soluzione acquosa al 2%, antisettica e asciugante. Colora però la pelle e rende meno leggibile l'evoluzione della lesione, quindi in molti casi è preferibile un disinfettante incolore.

    È preferibile evitarlo finché la lesione non è chiusa. L'acqua di mare e di piscina non è sterile, stacca la medicazione e può introdurre sabbia o microrganismi nella ferita.

    Una cicatrice recente esposta alla luce solare tende a iperpigmentarsi e a restare visibilmente più scura per mesi. Nelle settimane successive alla riparazione conviene coprire la zona o applicarvi una protezione solare molto alta.