Reflusso Gastroesofageo: Sintomi, Cause e Consigli Utili

Reflusso Gastroesofageo: Sintomi, Cause e Consigli Utili

Scritto da: Roberta Aprea
Indice

    Cos'è il reflusso gastroesofageo

    Bruciore che sale dallo stomaco verso la gola, un sapore acido in bocca dopo un pasto pesante. Il reflusso gastroesofageo è questo: la risalita del contenuto dello stomaco nell'esofago, il canale che porta il cibo verso lo stomaco. Capita a quasi tutti, ogni tanto — dopo una cena abbondante, un caffè di troppo, un pasto molto grasso o piccante.

    Il problema comincia quando gli episodi si ripetono spesso e iniziano a pesare sulla vita di tutti i giorni. A quel punto si parla di malattia da reflusso gastroesofageo, o MRGE: una condizione cronica che vale la pena non sottovalutare.


    Sintomi del reflusso gastroesofageo

    Non tutti lo vivono allo stesso modo.

    Sintomi tipici

    • Bruciore retrosternale (la classica pirosi), che risale verso la gola
    • Rigurgito acido, con quel sapore amaro tipico in bocca
    • Digestione lenta, pesantezza dopo i pasti
    • Dolore o fastidio nella parte alta dell'addome

    Sintomi extra-esofagei

    A volte il reflusso si presenta in modo meno riconoscibile — coinvolge gola e vie respiratorie, e non è raro che passi inosservato per settimane prima di essere collegato al reflusso:

    • Mal di gola persistente, raucedine
    • Tosse secca, soprattutto di notte
    • Sensazione di nodo alla gola
    • Difficoltà a deglutire, quando l'esofago è più infiammato (esofagite da reflusso)

    Cause del reflusso gastroesofageo

    Alla base del reflusso c'è spesso un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore, la valvola muscolare che dovrebbe impedire la risalita del contenuto gastrico. A favorirlo possono essere diversi fattori: un'ernia iatale, il sovrappeso o l'obesità — che aumentano la pressione sull'addome — la gravidanza, il fumo e il consumo di alcol. Anche l'alimentazione ha il suo peso: cibi grassi, fritti, piccanti, cioccolato, menta, agrumi e caffè tendono a peggiorare i sintomi, così come i pasti abbondanti consumati poco prima di coricarsi. Non va sottovalutato nemmeno lo stress, capace di influenzare la motilità digestiva e contribuire al disturbo.


    Quando il reflusso deve preoccupare

    Un episodio occasionale di bruciore non è generalmente motivo di allarme. Il discorso cambia quando i sintomi diventano frequenti — più di due volte a settimana — o persistono da settimane, quando compaiono difficoltà a deglutire o dolore nel farlo, in caso di calo di peso non voluto, se si notano vomito con sangue o feci scure, oppure se il disturbo si presenta per la prima volta dopo i 50 anni.

    In presenza di questi segnali, o se i sintomi non migliorano nonostante l'attenzione alle abitudini quotidiane, meglio non affidarsi all'automedicazione prolungata: vale la pena parlarne con il medico di base, che eventualmente indirizzerà verso uno specialista gastroenterologo.


    Come gestire i sintomi del reflusso ogni giorno

    Non sempre si può eliminare la causa, ma alcune abitudini quotidiane aiutano a tenere sotto controllo gli episodi. Vale la pena fare pasti più piccoli e frequenti, senza arrivare troppo affamati a tavola, ed evitare di sdraiarsi nelle 2-3 ore successive al pasto. Se il reflusso si fa sentire soprattutto di notte, può aiutare alzare leggermente la testata del letto. Anche l'alimentazione conta: meglio ridurre fritti, grassi, spezie, menta, agrumi, caffè e alcol. A questo si aggiungono il controllo del peso, la riduzione delle sigarette e — non meno importante — la gestione dello stress, che può amplificare la percezione dei sintomi digestivi.

    Per il bruciore occasionale, in farmacia si trovano prodotti da banco a base di alginato e bicarbonato, come Gaviscon: formano una barriera protettiva e aiutano a ridurre il fastidio della risalita acida. Non sostituiscono il parere del medico se i sintomi tornano spesso, ma possono essere un aiuto concreto nella gestione di tutti i giorni.

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    Se i sintomi non passano nonostante questi accorgimenti, il passo successivo è il medico: solo una valutazione professionale può escludere altre cause e indicare la strada giusta da seguire.

    Domande frequenti sul reflusso gastroesofageo

    I sintomi più comuni sono bruciore retrosternale, rigurgito acido e sensazione di digestione difficile. In alcuni casi possono comparire anche mal di gola, tosse o sensazione di nodo alla gola.

    Le cause più comuni includono un malfunzionamento dello sfintere esofageo inferiore, l'ernia iatale, il sovrappeso, la gravidanza, il fumo e un'alimentazione ricca di cibi grassi, piccanti o acidi.

    È bene rivolgersi al medico quando i sintomi sono frequenti o persistenti, in presenza di difficoltà a deglutire, calo di peso non voluto o se il disturbo compare per la prima volta dopo i 50 anni.

    La MRGE è la forma cronica del reflusso, in cui gli episodi diventano frequenti e possono interferire con la qualità della vita quotidiana. In questi casi è consigliabile una valutazione medica.

    Stress e ansia possono influenzare la motilità digestiva e amplificare la percezione dei sintomi. Gestire lo stress fa parte delle abitudini utili a ridurre la frequenza degli episodi di reflusso.